LE NATIVE
Il film è ispirato alla storia di una donna perseguitata da una Nativa nei pressi del vulcano Etna, una storia raccontata dagli abitanti della zona e ora portata alla conoscenza del grande pubblico.
Le Native sono una stirpe di donne molto affascinanti ma molto temute per i loro poteri paranormali perché riescono a distaccare lo spirito dal corpo. Leggende e testimonianze affermano che queste donne esistano davvero in Sicilia. Popolarmente sono conosciute come "donne della notte", o “donne di fuora” proprio perché durante la notte compiono i loro viaggi fuori dal corpo e la notte si recano negli inferi per interrogare le anime dannate e riuscire a predire il futuro delle persone.
Diversi sono i motivi per cui queste donne vengono ricordate, dalle predizioni ai malefici. Ad ogni modo, il segno della loro presenza è stato lasciato negli anni tra i racconti popolari. Anche Giuseppe Pitrè, il più importante raccoglitore e studioso di tradizioni popolari siciliane, nelle "Fiabe e Novelle racconti Popolari" cita l’esistenza di queste donne:
"Ntra stu Curtigghiu di li setti Fati, ‘nta la vanidduzza chi spunta ‘nfacci lu Munasteriu di Santa Chiara, vonnu diri ca la notti cci vinìanu sette donni di fora, tutti una cchiu bedda di ‘n’àutra. Sti donni si purtavanu quarchi omu o puramenti quarchi fimmina chi cci parìa a iddi, e cci facianu vidiri cosi mai visti: balli, sònura, cummiti, cosi granni. E vonnu diri puru ca si li purtavanu supra mari, fora fora, e li facianu caminari supra l’acqua senza vagnàrisi. Ogni notti faciànu stu magisteriu, e poi la matina spiriànu e ,un si nni parrava cchiui. Di ddocu nni veni ca stu curtighiu si chiama lu curtigghiu di li setti Fati."
“Dentro questo cortile delle sette fate, nella via che spunta davanti al monastero di Santa Chiara, dicono che la notte ci vanno sette donne. Tutte una più bella dell’altra. Queste donne si portavano qualche uomo o qualche donna che volevano loro, e facevano vedere loro cose mai viste: balli, suoni, cose grandi. E dicono pure che se li portavano sopra mare, al largo, e lì li facevano camminare sopra le acque senza bagnarsi. E poi la mattina, sparivano e non se ne parlava più. Di lì mi ricordo che questo cortile si chiama cortile delle sette fate”.